Dott. Piergiorgio Martena

Problemi alla mandibola: sintomi, possibili cause e quando approfondire

Tempo di lettura: 8 min

Dolore, tensione, click e difficoltà nei movimenti possono avere significati diversi: capire come si presentano è il primo passo per orientarsi senza arrivare subito a conclusioni.

 

Quando si parla di problemi alla mandibola si possono intendere situazioni molto diverse.

C’è chi avverte dolore, chi sente la mandibola tesa, chi nota un click davanti all’orecchio, chi fa fatica ad aprire bene la bocca e chi ha semplicemente la sensazione che qualcosa nel movimento non sia più come prima.

Questi sintomi possono riguardare i muscoli masticatori, le articolazioni temporo-mandibolari (ATM) o, in alcuni casi, altre strutture della regione del viso.

Il punto più importante è questo:

avere un sintomo alla mandibola non significa automaticamente sapere quale sia il problema.

Problemi alla mandibola: cosa significa davvero?

Con l’espressione “problemi alla mandibola” vengono spesso riuniti sintomi molto differenti.

I disturbi temporo-mandibolari possono interessare le articolazioni temporo-mandibolari, i muscoli masticatori e le strutture collegate.

Possono manifestarsi con dolore, alterazioni dei movimenti mandibolari, limitazione dell’apertura o rumori articolari.

Non è però necessario avere tutti questi sintomi contemporaneamente.

Una persona può avere dolore senza rumori. Un’altra può sentire un click senza alcun dolore. Un’altra ancora può percepire prevalentemente tensione o affaticamento muscolare.

Per questo è importante non interpretare il singolo sintomo isolatamente.

Sintomi dei problemi alla mandibola: quali sono i più comuni?

Tra i sintomi che possono portare una persona a cercare informazioni o richiedere una valutazione troviamo:

  • dolore alla mandibola;
  • mandibola tesa o affaticata;
  • dolore durante la masticazione;
  • difficoltà ad aprire completamente la bocca;
  • sensazione di mandibola rigida;
  • click o altri rumori articolari;
  • episodi di blocco;
  • dolore o fastidio vicino all’orecchio;
  • cambiamenti nel movimento mandibolare;
  • serramento o digrignamento dei denti.

La presenza di uno di questi segnali, però, non permette da sola di stabilire una diagnosi.

Il loro significato dipende da quando compaiono, da quanto durano, da ciò che li modifica e dagli eventuali altri sintomi presenti.

Dolore alla mandibola: cosa può significare?

Il dolore alla mandibola è uno dei sintomi che più frequentemente spinge una persona a cercare una spiegazione.

Può comparire:

  • mentre si mastica;
  • quando si apre molto la bocca;
  • al risveglio;
  • dopo aver parlato o masticato a lungo;
  • oppure senza un momento preciso facilmente riconoscibile.

Può essere localizzato oppure più diffuso.

Un aspetto importante è che il punto in cui sentiamo dolore non identifica sempre la struttura da cui il dolore proviene.

Nel distretto orofacciale possono infatti esistere fenomeni di dolore riferito.

Per questo non è corretto concludere:

“Mi fa male in quel punto, quindi il problema deve necessariamente essere lì.”

Mandibola tesa o affaticata: può essere un sintomo?

Non tutti descrivono il proprio problema come dolore.

Molte persone riferiscono invece:

mandibola tesa,
muscoli del viso contratti,
mandibola stanca,
sensazione di stringere continuamente i denti.

In alcuni casi possono essere presenti attività come serramento o digrignamento, che aumentano l’attività della muscolatura masticatoria.

Questo però non significa che ogni sensazione di tensione corrisponda automaticamente a bruxismo.

La tensione mandibolare è un’informazione da considerare insieme agli altri elementi del quadro.

Click alla mandibola e rumori articolari

Il click alla mandibola è un altro sintomo molto comune.

Può essere percepito come:

  • click;
  • scatto;
  • schiocco;
  • rumore;
  • crepitio;
  • sensazione che qualcosa si muova davanti all’orecchio.

Il rumore può comparire durante l’apertura, la chiusura oppure entrambe.

Ma un click non significa necessariamente che esista un problema grave.

Esistono persone che presentano rumori articolari senza dolore e senza particolari limitazioni funzionali.

La domanda quindi non dovrebbe essere soltanto:

“La mandibola fa click?”

ma anche:

“Fa male? Si blocca? L’apertura è cambiata? Da quanto tempo succede?”

Difficoltà ad aprire la bocca e movimenti della mandibola

Alcune persone si accorgono che la mandibola non si muove più come prima.

Possono avere la sensazione che:

  • l’apertura sia ridotta;
  • la mandibola devii durante il movimento;
  • aprire molto provochi dolore;
  • compaiano episodi di blocco;
  • il movimento richieda maggiore sforzo.

La valutazione dei movimenti mandibolari è una parte importante dell’esame gnatologico.

Si osservano apertura, chiusura, movimenti laterali e possibili deviazioni.

Anche in questo caso, però, una limitazione del movimento non identifica da sola la causa.

Dolore vicino all’orecchio e mandibola: sono sempre collegati?

L’articolazione temporo-mandibolare si trova immediatamente davanti all’orecchio.

Per questo è comprensibile che un dolore vicino all’orecchio venga spesso attribuito alla mandibola.

Ma non sempre è così.

Il dolore in questa regione può avere origini differenti e il luogo nel quale viene percepito non coincide necessariamente con la sua sorgente.

Per questo non è corretto concludere automaticamente:

“Mi fa male vicino all’orecchio, quindi è sicuramente l’ATM.”

Quando il quadro non è chiaro, la diagnosi differenziale diventa particolarmente importante.

Cause dei problemi alla mandibola: perché non ce n’è una sola

Una delle domande più frequenti è:

“Qual è la causa dei miei problemi alla mandibola?”

Ma spesso la domanda parte dall’idea che debba esistere necessariamente una sola causa.

I disturbi temporo-mandibolari vengono invece interpretati secondo un modello multifattoriale e biopsicosociale.

A seconda del caso possono entrare in gioco elementi differenti, come:

  • condizioni muscolari;
  • condizioni articolari;
  • attività parafunzionali;
  • traumi;
  • dolore proveniente da altre strutture;
  • caratteristiche individuali;
  • fattori psicologici o psicosociali.

Questo non significa che ogni persona presenti tutti questi elementi.

Significa che non esiste una spiegazione unica valida per tutti.

Bruxismo, serramento e problemi alla mandibola

Bruxismo e serramento possono essere rilevanti in alcuni pazienti.

Stringere o digrignare i denti comporta attività della muscolatura masticatoria e può modificare il carico sul sistema.

Ma bisogna distinguere tra:

possibile associazione

e

causa certa.

La presenza di bruxismo non permette automaticamente di spiegare dolore, tensione, click o difficoltà nei movimenti.

Allo stesso modo, avere dolore alla mandibola non significa necessariamente soffrire di bruxismo.

Occlusione e problemi alla mandibola

Un’altra spiegazione molto diffusa è:

“Il problema dipende dal modo in cui chiudo i denti.”

L’occlusione fa parte del sistema masticatorio e può essere valutata durante una visita.

Ma non è corretto attribuire automaticamente ogni dolore mandibolare, ogni click o ogni tensione a un problema di occlusione.

Il modo in cui i denti entrano in contatto deve essere considerato insieme a muscoli, articolazioni, movimenti, sintomi e storia clinica.

Stress e mandibola: qual è il rapporto?

Anche lo stress viene spesso chiamato in causa quando compare tensione o dolore alla mandibola.

I fattori emotivi e psicosociali possono avere un ruolo in alcuni pazienti e possono influenzare il comportamento muscolare o alcune attività parafunzionali.

Ma questo non significa che ogni sintomo mandibolare sia provocato dallo stress.

Dire:

“È tutto stress”

rischia di essere semplicistico quanto attribuire ogni disturbo all’occlusione o al bruxismo.

Lo stress può essere uno degli elementi da valutare.

Non è una diagnosi.

Cosa non possiamo capire dai soli sintomi della mandibola?

Dal solo fatto che la mandibola:

  • faccia male;
  • faccia click;
  • sia tesa;
  • si blocchi;
  • sembri chiudere diversamente;

non possiamo stabilire automaticamente:

  • quale struttura sia coinvolta;
  • quale sia la causa;
  • se il bruxismo abbia un ruolo;
  • se il problema dipenda dall’occlusione;
  • se serva un bite;
  • quale eventuale trattamento sia indicato.

Il sintomo è il punto di partenza, non la diagnosi.

Questo è un concetto fondamentale perché evita di scegliere una soluzione prima ancora di aver compreso il problema.

Problemi alla mandibola: cosa osservare?

Se avverti un disturbo mandibolare, può essere utile iniziare semplicemente a osservare alcune caratteristiche.

Per esempio:

  • da quanto tempo è presente;
  • se è iniziato improvvisamente o gradualmente;
  • se riguarda uno oppure entrambi i lati;
  • se è presente dolore;
  • se il dolore è continuo oppure intermittente;
  • se aumenta durante la masticazione;
  • se compare soprattutto al risveglio;
  • se senti click o altri rumori;
  • se la mandibola si blocca;
  • se riesci ad aprire normalmente la bocca;
  • se ti accorgi di serrare i denti;
  • cosa sembra peggiorare il problema;
  • cosa sembra alleviarlo.

Queste domande non servono per fare una diagnosi da soli.

Servono a descrivere meglio il sintomo.

Quando approfondire un problema alla mandibola?

Non ogni rumore o fastidio occasionale significa che esista necessariamente un disturbo importante.

Può però essere utile approfondire quando:

  • il dolore persiste;
  • il problema ritorna frequentemente;
  • la masticazione diventa fastidiosa;
  • l’apertura della bocca si riduce;
  • compaiono episodi di blocco;
  • il movimento mandibolare cambia;
  • i rumori articolari si associano a dolore o difficoltà funzionali;
  • il disturbo interferisce con le normali attività quotidiane.

In presenza di un trauma, di sintomi insoliti o di un quadro che non sembra chiaramente riconducibile al sistema masticatorio può essere necessario anche un differente approfondimento clinico.

Visita gnatologica per i problemi alla mandibola: cosa viene valutato?

Una visita gnatologica non consiste semplicemente nel controllare se i denti chiudono bene.

Anamnesi ed esame clinico sono fondamentali per interpretare correttamente i sintomi.

La storia del problema

Quando è iniziato, come si è modificato, quando compare e quali fattori sembrano peggiorarlo o alleviarlo.

I movimenti della mandibola

Vengono osservati apertura, chiusura, movimenti laterali ed eventuali deviazioni.

Le articolazioni temporo-mandibolari

Si valuta la presenza di dolore, rumori o alterazioni della funzione.

I muscoli masticatori

Vengono considerate dolorabilità, tensione e relazione tra sintomi e movimento.

Denti e occlusione

Vengono valutati come parte dell’intero sistema masticatorio, senza considerarli automaticamente la causa del problema.

Lo scopo della valutazione è mettere insieme queste informazioni e capire quale interpretazione sia più coerente con il quadro del singolo paziente.

Diagnosi differenziale nei problemi alla mandibola

Non tutto ciò che viene percepito come un problema mandibolare nasce necessariamente dalla mandibola.

Dolore orofacciale, disturbi dentali, alcune condizioni neurologiche e problemi provenienti da altre strutture possono talvolta produrre sintomi che vengono percepiti nella stessa regione.

Per questo la diagnosi differenziale è una parte importante della valutazione.

In alcuni casi può essere necessario il coinvolgimento di altri professionisti.

Non significa che il percorso sia diventato più complicato.

Significa semplicemente cercare di capire con precisione da dove proviene realmente il problema.

Problemi alla mandibola: l’errore di cercare una causa unica

Quando compare un sintomo è naturale cercare una spiegazione immediata.

“È il bruxismo.”

“È lo stress.”

“È l’ATM.”

“È l’occlusione.”

“Mi serve un bite.”

Il rischio è però quello di scegliere la soluzione prima di aver definito il problema.

Un approccio più prudente parte invece da altre domande:

Che sintomo c’è?

Quando compare?

Quali strutture possono essere coinvolte?

Quali altre condizioni devono essere escluse?

Solo dopo ha senso parlare delle eventuali possibilità terapeutiche.

Problemi alla mandibola: cosa ricordare

I problemi alla mandibola possono manifestarsi con dolore, tensione, rumori, difficoltà nei movimenti, blocchi o altri cambiamenti della funzione.

Muscoli e articolazioni temporo-mandibolari possono essere coinvolti, ma il singolo sintomo non permette da solo di capire quale sia la causa.

Bruxismo, serramento, stress e occlusione possono avere importanza in determinati pazienti, ma non devono essere utilizzati come spiegazioni universali.

Il primo passo è osservare bene il problema e interpretarlo nel suo contesto.

Se i sintomi persistono, ritornano frequentemente o interferiscono con la normale funzione della mandibola, può essere utile approfondirli con una valutazione individuale.

Domande frequenti sui problemi alla mandibola

Quali sono i sintomi più comuni dei problemi alla mandibola?

Dolore, tensione muscolare, difficoltà o limitazione dei movimenti, rumori articolari e, in alcuni casi, episodi di blocco sono alcuni dei sintomi che possono portare a richiedere una valutazione.

Un click alla mandibola significa che ho un problema?

Non necessariamente. Un rumore articolare può essere presente anche senza dolore. Il suo significato cambia se si associa a dolore, blocchi o alterazioni della funzione.

Il bruxismo causa sempre problemi alla mandibola?

No. Bruxismo e serramento possono essere rilevanti in alcuni pazienti, ma non spiegano automaticamente tutti i disturbi mandibolari.

I problemi alla mandibola dipendono sempre dall’occlusione?

No. L’occlusione è uno degli aspetti che possono essere valutati, ma non rappresenta automaticamente la causa di ogni disturbo temporo-mandibolare.

Quando può essere utile una visita gnatologica?

Quando dolore, tensione, blocchi, limitazioni o altri cambiamenti della funzione persistono, ritornano frequentemente o interferiscono con le normali attività può essere utile una valutazione individuale.

La tua mandibola non è un problema da interpretare da solo

Dolore, tensione, click e serramento possono sembrare segnali semplici, ma acquistano significato soltanto quando vengono osservati nel loro insieme.

Scarica la Guida ai segnali della mandibola per capire quali aspetti è utile tenere sotto controllo e quando può essere opportuno approfondire con una valutazione gnatologica.

Articolo a cura del Dott. Piergiorgio Martena

Odontoiatra · Ortodontista · Gnatologo

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