Dott. Piergiorgio Martena

Bruxismo: serramento e digrignamento, cosa sapere prima di cercare una soluzione

Tempo di lettura: 7 minuti

Serramento e digrignamento sono due manifestazioni del bruxismo: distinguerle, insieme alla differenza tra veglia e sonno, aiuta a capire meglio il problema prima di cercare una soluzione.

Bruxismo: serramento e digrignamento, cosa sapere prima di cercare una soluzione

Quando una persona scopre di stringere i denti, la domanda successiva è spesso immediata:

“Quindi soffro di bruxismo?”

E subito dopo:

“Mi serve un bite?”

Il problema è che tra il riconoscere un comportamento e scegliere una soluzione ci sono diversi passaggi.

Il serramento dei denti è una manifestazione del bruxismo, così come il digrignamento. Ma serramento e digrignamento non sono la stessa cosa e, soprattutto, il bruxismo può manifestarsi durante la veglia oppure durante il sonno.

Capire queste differenze è importante perché parlare genericamente di “bruxismo” rischia di mettere nello stesso contenitore situazioni differenti.

Bruxismo: cos’è davvero?

Il bruxismo riguarda un’attività ripetitiva della muscolatura masticatoria.

Può manifestarsi con:

  • serramento dei denti;
  • digrignamento dei denti;
  • mantenimento o irrigidimento della mandibola con contrazione muscolare, anche senza necessariamente avere un evidente contatto dentale.

Le Raccomandazioni cliniche distinguono inoltre due manifestazioni circadiane: bruxismo della veglia e bruxismo del sonno. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Questo significa che esistono almeno due domande differenti da porsi:

Come si manifesta l’attività?

e

Quando si manifesta?

Sono due distinzioni diverse.

Serramento e digrignamento: qual è la differenza?

Serramento e digrignamento sono entrambi comportamenti che possono rientrare nel bruxismo, ma non sono sinonimi.

Serramento dei denti

Nel serramento i denti vengono mantenuti a contatto con una contrazione della muscolatura mandibolare.

Non è necessario che ci sia un movimento evidente.

Una persona può rimanere per qualche tempo con i denti stretti e la mandibola contratta.

Digrignamento dei denti

Nel digrignamento, invece, è presente anche un movimento mandibolare che porta le superfici dentali a scorrere l’una sull’altra.

È questo movimento che può produrre il tipico rumore che, durante il sonno, viene talvolta riferito dal partner.

Quindi:

serrare significa soprattutto stringere; digrignare implica anche movimento e sfregamento.

Entrambe sono possibili manifestazioni del bruxismo.

Bruxismo della veglia e bruxismo del sonno: un’altra distinzione importante

Una cosa è distinguere serramento e digrignamento.

Un’altra è distinguere quando l’attività avviene.

Le Raccomandazioni cliniche considerano il bruxismo della veglia e quello del sonno come manifestazioni distinte. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Questa differenza è importante anche dal punto di vista pratico.

Durante il giorno possiamo, almeno in parte, diventare consapevoli di quello che fa la mandibola.

Durante il sonno questo controllo diretto non esiste.

Per questo non è corretto pensare:

“Stringo i denti durante il giorno, quindi sicuramente digrigno anche durante la notte.”

Una cosa non dimostra automaticamente l’altra.

Bruxismo della veglia: serramento e digrignamento durante il giorno

Durante la veglia il serramento è probabilmente il comportamento che una persona riesce più facilmente a riconoscere.

Può comparire mentre:

  • lavora;
  • studia;
  • guida;
  • legge;
  • utilizza il computer;
  • affronta un compito che richiede molta concentrazione.

Il problema è che spesso avviene senza una piena consapevolezza.

Una persona può essere convinta di non stringere mai i denti e poi, iniziando a prestarvi attenzione, scoprire di farlo più volte durante la giornata.

Per le attività parafunzionali della veglia, educazione, monitoraggio del comportamento e maggiore consapevolezza hanno infatti un ruolo importante nella gestione. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Bruxismo del sonno: non significa soltanto digrignare

Un altro equivoco frequente è pensare:

bruxismo notturno = digrignamento.

Durante il sonno possono essere presenti sia attività di digrignamento sia episodi di serramento. Management of Temporomandibular…

Quindi una persona può presentare bruxismo del sonno senza produrre necessariamente il caratteristico rumore dei denti che sfregano.

Questo è importante perché:

“Nessuno mi ha mai sentito digrignare”

non equivale automaticamente a:

“Non posso avere attività di bruxismo durante il sonno.”

Allo stesso tempo, un sintomo al risveglio non basta da solo per stabilire che il bruxismo sia presente.

Come capire se il bruxismo avviene di giorno o di notte?

Il momento in cui compaiono alcuni comportamenti o sintomi può fornire informazioni utili.

Durante la veglia può essere possibile accorgersi direttamente di:

  • serramento;
  • contrazione della mandibola;
  • contatti dentali frequenti;
  • digrignamento;
  • altre abitudini mandibolari.

Durante il sonno la valutazione è inevitabilmente più complessa.

Possono essere raccolte informazioni attraverso la storia riferita dal paziente, l’esame clinico e, quando disponibili, osservazioni di chi dorme accanto alla persona.

Le Raccomandazioni sottolineano però che il solo racconto del paziente presenta limiti nella valutazione del bruxismo del sonno. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Per questo è meglio parlare di indizi da interpretare, non di semplici prove definitive.

Bruxismo: quali sintomi può dare?

Il bruxismo può essere associato, in alcuni pazienti, a diversi segni o sintomi.

Tra questi possono esserci:

  • affaticamento della mandibola;
  • tensione dei muscoli masticatori;
  • dolore muscolare;
  • usura dentale;
  • fastidio al risveglio;
  • sensibilità o sovraccarico di alcune strutture dentali.

Ma c’è una cosa fondamentale da ricordare:

bruxismo non significa necessariamente dolore.

Una persona può presentare attività di bruxismo senza avere disturbi significativi.

E una persona con dolore alla mandibola non deve essere automaticamente considerata bruxista.

La relazione tra parafunzioni e disturbi temporo-mandibolari non può essere ridotta a una semplice equazione causa-effetto valida per tutti. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Serramento, digrignamento e usura dei denti

Il digrignamento può produrre sfregamento tra le superfici dentali e può contribuire all’usura.

Il serramento, invece, può avvenire anche senza lo stesso tipo di movimento.

Per questo non tutti i pazienti che serrano mostrano necessariamente la stessa usura di chi digrigna.

Ma anche qui è necessario evitare conclusioni troppo rapide.

Osservare denti consumati non consente automaticamente di stabilire:

  • quando l’usura si sia prodotta;
  • se il comportamento sia ancora attivo;
  • se sia avvenuto durante il giorno o durante il sonno;
  • se sia la causa degli eventuali sintomi presenti oggi.

L’esame dei denti è quindi una parte del quadro, non una diagnosi completa di per sé.

Bruxismo e mandibola tesa: qual è il rapporto?

Una contrazione muscolare mantenuta può essere associata ad affaticamento o dolore in alcuni pazienti.

Questo può accadere, per esempio, quando il serramento viene mantenuto per periodi prolungati.

Ma anche in questo caso non bisogna invertire il ragionamento.

Mandibola tesa non significa automaticamente bruxismo.

La tensione può avere significati diversi.

La presenza contemporanea di serramento può essere un’informazione importante, ma deve essere inserita nel resto della valutazione clinica.

Bruxismo e stress: attenzione alle spiegazioni troppo semplici

Molti pazienti arrivano alla conclusione:

“Stringo i denti perché sono stressato.”

Lo stress e alcuni stati psicologici possono rappresentare fattori rilevanti nell’esacerbazione o nel mantenimento di alcune attività parafunzionali, soprattutto durante la veglia. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Ma non significa che ogni caso di bruxismo sia semplicemente una conseguenza dello stress.

E soprattutto non significa che si possa spiegare ogni dolore dicendo:

“È tutto stress.”

Lo stress può essere uno degli elementi da considerare.

Non è una diagnosi.

Bruxismo e occlusione: dipende da come chiudono i denti?

Per molto tempo il bruxismo è stato collegato in maniera molto diretta alle interferenze occlusali.

Questa interpretazione si è progressivamente ridimensionata.

Le fonti cliniche riportano che la condizione occlusale sembra avere un’influenza limitata sull’attività bruxistica durante il sonno e che modificare permanentemente l’occlusione non rappresenta un trattamento del bruxismo. Management of Temporomandibular…

Questo non significa che l’occlusione non debba essere valutata.

Significa che non possiamo utilizzare la spiegazione:

“Digrigni perché i denti chiudono male.”

come risposta universale.

Bite e bruxismo: prima bisogna capire l’obiettivo

È probabilmente la domanda più frequente:

“Se ho il bruxismo devo mettere un bite?”

Non necessariamente nello stesso modo e non per lo stesso motivo in ogni paziente.

Un dispositivo occlusale può avere obiettivi specifici.

Nel bruxismo del sonno, per esempio, può essere utilizzato in determinati casi per proteggere le strutture dentali o contribuire alla gestione del quadro.

Ma bisogna distinguere una cosa fondamentale:

proteggere dalle conseguenze del bruxismo non equivale necessariamente a eliminare il bruxismo.

Le Raccomandazioni cliniche specificano che le placche occlusali non eliminano il bruxismo del sonno. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Quindi il ragionamento:

bruxismo → bite → bruxismo risolto

è troppo semplice.

Serramento diurno: perché la consapevolezza è importante?

Il serramento durante la veglia ha una caratteristica importante:

può diventare osservabile.

Puoi accorgerti, per esempio, di mantenere i denti serrati mentre lavori.

Puoi iniziare a riconoscere che il comportamento compare soprattutto in alcuni momenti.

Puoi notare che la mandibola rimane contratta anche quando non stai mangiando o parlando.

Questa maggiore consapevolezza fa parte degli approcci comportamentali utilizzati nella gestione del bruxismo della veglia. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

È esattamente il principio della Jawareness:

accorgersi di cosa fa la mandibola senza trasformare l’osservazione in autodiagnosi.

Cosa osservare se pensi di soffrire di bruxismo?

Prima di cercare una soluzione, può essere utile raccogliere alcune informazioni.

Osserva per esempio:

  • se serri i denti durante la giornata;
  • in quali momenti succede;
  • se avviene mentre sei concentrato;
  • se qualcuno sente rumori durante il tuo sonno;
  • se al mattino avverti tensione o affaticamento;
  • se è presente dolore;
  • se noti cambiamenti nei denti;
  • se sono presenti altri sintomi mandibolari;
  • se i sintomi cambiano nel corso della giornata.

Queste informazioni non permettono di diagnosticarsi da soli.

Ma rendono molto più preciso il racconto del problema.

Cosa non possiamo capire dal solo fatto che serri o digrigni?

Anche quando una persona riconosce chiaramente un comportamento di serramento o digrignamento, restano diverse domande.

Non possiamo sapere automaticamente:

  • perché quel comportamento si presenti;
  • quanto sia clinicamente rilevante;
  • se sia responsabile del dolore;
  • se sia presente anche durante il sonno;
  • se stia causando danni ai denti;
  • se sia necessario un dispositivo;
  • quale sia l’obiettivo di un eventuale trattamento.

Quindi riconoscere il bruxismo non significa automaticamente conoscere già la soluzione.

Prima di cercare una soluzione per il bruxismo, cosa bisogna capire?

La domanda iniziale non dovrebbe essere:

“Qual è il miglior bite?”

Dovrebbe essere:

“Quale tipo di attività è presente nel mio caso?”

Bisogna cercare di capire:

È presente serramento o digrignamento?

Sono manifestazioni differenti del bruxismo.

Avviene durante la veglia o durante il sonno?

Questa distinzione può modificare significativamente l’approccio.

Sono presenti sintomi?

Bruxismo e dolore non sono sinonimi.

Esistono conseguenze sui denti?

La protezione delle strutture dentali può diventare uno degli obiettivi della gestione.

Sono presenti altri disturbi mandibolari?

Il bruxismo può coesistere con un disturbo temporo-mandibolare senza esserne necessariamente l’unica spiegazione.

Solo dopo queste domande ha senso discutere delle possibili strategie.

Quando approfondire il bruxismo?

Può essere utile una valutazione quando:

  • il serramento o il digrignamento sono frequenti;
  • compaiono dolore o affaticamento persistenti;
  • sono presenti evidenti cambiamenti dentali;
  • qualcuno riferisce frequentemente rumori di digrignamento durante il sonno;
  • sono presenti altri sintomi mandibolari;
  • non riesci a capire se il problema avvenga soprattutto durante la veglia o durante il sonno;
  • stai pensando di utilizzare un bite senza aver prima chiarito quale sia il suo obiettivo.

La valutazione serve proprio a passare da una generica etichetta di “bruxismo” a un quadro individuale più preciso.

Bruxismo, serramento e digrignamento: cosa ricordare

Il serramento non è qualcosa di separato dal bruxismo.

È una delle modalità con cui il bruxismo può manifestarsi.

Anche il digrignamento è una manifestazione del bruxismo, ma presenta caratteristiche differenti perché comprende un movimento di sfregamento dei denti.

Una seconda distinzione riguarda invece il momento:

bruxismo della veglia e bruxismo del sonno non devono essere considerati automaticamente la stessa cosa. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Capire queste differenze evita di passare troppo rapidamente da:

“Stringo i denti”

a

“Ho bisogno di un bite.”

Prima della soluzione viene la comprensione del problema.

Domande frequenti su bruxismo, serramento e digrignamento

Il serramento è bruxismo?

Sì. Il serramento dei denti può essere una delle manifestazioni del bruxismo, così come il digrignamento. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Qual è la differenza tra serramento e digrignamento?

Nel serramento prevale il mantenimento dei denti stretti e la contrazione muscolare. Nel digrignamento è presente anche il movimento delle superfici dentali una contro l’altra.

Chi serra di giorno digrigna anche di notte?

Non necessariamente. Bruxismo della veglia e bruxismo del sonno sono manifestazioni differenti e la presenza dell’una non dimostra automaticamente la presenza dell’altra.

Posso avere bruxismo senza consumare i denti?

Sì. Il serramento può essere presente senza produrre lo stesso tipo di usura associabile allo sfregamento dei denti. Inoltre l’assenza di usura evidente non basta da sola per escludere un’attività bruxistica.

Un bite elimina il bruxismo?

Non necessariamente. In particolare, le placche occlusali possono avere determinati obiettivi nella gestione del bruxismo del sonno, ma non devono essere considerate uno strumento che elimina automaticamente il bruxismo. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Prima di cercare una soluzione, cerca di capire quale bruxismo stai osservando

Se ti accorgi di serrare o digrignare i denti, il passo successivo non dovrebbe essere scegliere autonomamente una terapia.

Può essere più utile capire come si manifesta l’attività, quando compare, quali sintomi la accompagnano e se esistono conseguenze sui denti o sulla funzione mandibolare.

Scarica la Guida ai segnali della mandibola e inizia a osservare serramento, digrignamento, tensione, dolore e altri segnali con maggiore consapevolezza.

La tua mandibola non è un problema da interpretare da solo.

Articolo a cura del Dott. Piergiorgio Martena

Odontoiatra · Ortodontista · Gnatologo

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