“Stringo i denti perché sono stressato.”
È una delle frasi che si sentono più spesso quando si parla di bruxismo.
E contiene una parte di verità.
Lo stress e alcuni stati psicologici negativi possono essere associati, in determinate persone, a un aumento o al mantenimento di alcune attività parafunzionali durante la veglia. Le Raccomandazioni cliniche del Ministero della Salute li indicano infatti come potenziali fattori di esacerbazione e mantenimento del bruxismo della veglia.
Ma da qui a dire:
“Il bruxismo è causato dallo stress”
il passo è troppo grande.
Bruxismo della veglia e bruxismo del sonno non sono la stessa cosa e non devono essere spiegati automaticamente dallo stesso meccanismo.
Il rapporto tra bruxismo e stress va quindi compreso con più precisione.
Bruxismo e stress: sono sempre collegati?
No.
Lo stress può essere uno dei fattori associati al comportamento bruxistico, ma non rappresenta una spiegazione universale.
Questo significa che:
- una persona può essere molto stressata senza serrare o digrignare;
- una persona può presentare bruxismo senza percepirsi particolarmente stressata;
- lo stesso individuo può avere periodi nei quali il comportamento aumenta e altri nei quali diminuisce;
- veglia e sonno devono essere considerati separatamente.
Il problema nasce quando un’associazione possibile viene trasformata in una causa certa.
“C’è stress” e “c’è bruxismo” sono due informazioni.
Non dimostrano automaticamente che la prima abbia causato la seconda.
Bruxismo della veglia e stress: il rapporto è più evidente?
È soprattutto nel bruxismo della veglia che il rapporto con stress, concentrazione e stati emotivi può diventare più facilmente osservabile.
Il bruxismo della veglia può comprendere:
- serramento;
- digrignamento;
- mantenimento della mandibola in posizione fissa con i muscoli contratti, anche senza contatto dentale.
Le Raccomandazioni cliniche prevedono nella gestione del bruxismo della veglia anche educazione, monitoraggio del comportamento e valutazione del possibile ruolo dello stress e degli stati psicologici negativi.
Denti serrati e stress durante la giornata
Il serramento può passare completamente inosservato.
Può succedere mentre:
- lavori;
- studi;
- guidi;
- sei molto concentrato;
- affronti una conversazione difficile;
- stai rispettando una scadenza;
- vivi un momento di particolare tensione.
Solo quando inizi a prestare attenzione alla mandibola potresti accorgerti di mantenere spesso i denti a contatto.
Questo tipo di osservazione è particolarmente utile perché il comportamento avviene mentre sei sveglio.
Bruxismo, stress e concentrazione sono la stessa cosa?
No.
Anche la concentrazione può essere un contesto nel quale alcune persone si accorgono di serrare i denti.
Non significa che la concentrazione sia una patologia.
E non significa nemmeno che ogni serramento sia il risultato di ansia o stress emotivo.
Una persona può stringere i denti mentre lavora intensamente senza percepire alcun particolare disagio psicologico.
Questo è uno dei motivi per cui è preferibile parlare di comportamenti e contesti associati invece di cercare una spiegazione psicologica unica.
Bruxismo del sonno e stress: è la stessa relazione?
No.
Questo punto è molto importante.
Le Raccomandazioni cliniche considerano il bruxismo del sonno un’entità distinta dal bruxismo della veglia.
Per questo non possiamo prendere ciò che osserviamo durante il giorno e applicarlo automaticamente alla notte.
Una persona può serrare molto durante la veglia e non avere necessariamente la stessa attività durante il sonno.
E viceversa.
Bruxismo notturno da stress: si può dire così?
È un’espressione comprensibile nel linguaggio comune.
Clinicamente, però, è troppo semplice.
Dire “bruxismo notturno da stress” suggerisce che sia stata identificata con certezza la causa.
Ma il bruxismo del sonno è un fenomeno complesso e la sola presenza di stress non permette di stabilire perché l’attività si manifesti.
È quindi più prudente dire:
“Lo stress può essere associato a variazioni dell’attività bruxistica in alcuni soggetti.”
Piuttosto che:
“Il bruxismo notturno è causato dallo stress.”
La differenza non è soltanto linguistica.
È una differenza di ragionamento clinico.
Stress e mandibola tesa: significa bruxismo?
Non necessariamente.
Durante periodi impegnativi alcune persone riferiscono:
- mandibola tesa;
- muscoli del viso contratti;
- denti serrati;
- affaticamento;
- sensazione di mantenere la bocca “in tensione”.
Questi segnali possono essere compatibili con una maggiore attività muscolare.
Ma:
mandibola tesa non significa automaticamente bruxismo.
La tensione può avere significati differenti e deve essere interpretata nel contesto complessivo.
Stress, serramento e dolore muscolare
Quando una contrazione muscolare viene mantenuta a lungo, può comparire affaticamento.
Questo aiuta a capire perché alcune persone che serrano frequentemente possano avvertire:
- muscoli stanchi;
- tensione;
- dolore alla mandibola;
- fastidio durante la masticazione.
Ma non dimostra che:
stress → serramento → dolore
sia la sequenza presente in ogni paziente.
La stessa persona potrebbe avere più fattori contemporaneamente.
Bruxismo e stress: può diventare un circolo vizioso?
In alcune persone può instaurarsi una sequenza nella quale diversi elementi si influenzano reciprocamente.
Per esempio:
una persona attraversa un periodo impegnativo;
si accorge di serrare più spesso;
la muscolatura diventa affaticata;
il fastidio aumenta l’attenzione sulla mandibola;
la persona inizia a controllarsi continuamente.
A quel punto il problema non è più soltanto capire se esista stress.
Diventa importante distinguere:
comportamento reale, sintomo e attenzione verso il sintomo.
Questo è uno dei motivi per cui la consapevolezza deve essere utile e non ossessiva.
Stress e bruxismo: “è tutto psicologico”?
No.
Questa è l’altra semplificazione da evitare.
Dire che stress e stati psicologici possono influenzare un comportamento non significa affermare che:
“è tutto nella testa.”
Il bruxismo è un’attività reale della muscolatura masticatoria.
Il punto è che il comportamento umano e l’attività muscolare possono essere influenzati da diversi fattori, compresi quelli psicologici.
Anche i disturbi temporo-mandibolari vengono interpretati secondo un modello biopsicosociale, proprio perché ridurre tutto a una sola causa — meccanica oppure psicologica — è spesso insufficiente.
Bruxismo, stress e dolore alla mandibola
Un altro errore frequente è pensare:
“Sono stressato, stringo i denti e quindi il mio dolore dipende sicuramente dal bruxismo.”
È possibile che il comportamento abbia un ruolo.
Ma il dolore mandibolare può avere origini differenti.
E anche la relazione tra parafunzioni e disturbi temporo-mandibolari presenta aspetti eziologici che non possono essere semplificati. Le Raccomandazioni cliniche sottolineano esplicitamente che questa relazione è ancora oggetto di discussione.
Perciò:
bruxismo presente + dolore presente
non equivale automaticamente a:
bruxismo causa certa del dolore.
Stress e bruxismo: cosa non possiamo capire da soli?
Anche se notiamo chiaramente che il serramento aumenta nei periodi stressanti, non possiamo stabilire automaticamente:
- se quello sia l’unico fattore coinvolto;
- se esista anche bruxismo del sonno;
- se il bruxismo sia responsabile del dolore;
- se esista un disturbo temporo-mandibolare;
- se serva un bite;
- se l’occlusione abbia un ruolo;
- quale trattamento sia indicato.
L’osservazione può essere molto utile.
Ma osservare una relazione non equivale a formulare una diagnosi completa.
Bruxismo da stress: cosa puoi osservare nella vita quotidiana?
Per alcuni giorni può essere utile prestare attenzione a pochi elementi.
Per esempio:
- quando ti accorgi di serrare;
- cosa stavi facendo;
- se eri particolarmente concentrato;
- se il comportamento compare nei momenti di tensione;
- se aumenta in alcuni periodi della giornata;
- se è accompagnato da affaticamento muscolare;
- se compare dolore;
- se la mandibola è tesa anche quando non stai pensando allo stress;
- se il comportamento cambia nei giorni più tranquilli.
Non serve cercare una correlazione perfetta.
Serve raccogliere informazioni.
Bruxismo e stress al lavoro
Il contesto lavorativo è uno dei momenti in cui molte persone scoprono i propri comportamenti mandibolari.
Non necessariamente perché il lavoro sia “la causa”.
Ma perché durante il lavoro possono essere presenti:
- concentrazione prolungata;
- scadenze;
- tensione emotiva;
- postura mantenuta;
- attenzione intensa.
Se noti che il serramento compare soprattutto in quelle situazioni, questo è un dato utile.
La domanda utile diventa:
“Il mio comportamento cambia in funzione del contesto?”
Bruxismo e ansia: sono la stessa cosa?
No.
Stress, ansia e altri stati psicologici non sono sinonimi.
E nessuno di questi termini dovrebbe essere utilizzato in modo generico per spiegare automaticamente il bruxismo.
Dal punto di vista della gestione odontoiatrica del bruxismo della veglia, le Raccomandazioni parlano più prudentemente di stress e stati psicologici negativi come potenziali fattori di esacerbazione e mantenimento.
È una formulazione importante perché lascia spazio alle differenze individuali.
Ridurre lo stress fa sparire il bruxismo?
Non possiamo garantirlo.
Se in una persona esiste una relazione evidente tra periodi stressanti e aumento del serramento durante la veglia, una migliore gestione dei fattori stressanti può avere senso nel quadro complessivo.
Ma non significa che:
meno stress = bruxismo eliminato.
Il comportamento può avere caratteristiche proprie.
E soprattutto il bruxismo del sonno non va trattato come semplice estensione di quello della veglia.
Per questo bisogna evitare promesse troppo semplici.
Bruxismo della veglia: perché la consapevolezza può essere utile?
Il vantaggio della veglia è che il comportamento può essere osservato.
Le Raccomandazioni cliniche indicano proprio:
- educazione del paziente;
- monitoraggio delle parafunzioni;
- piano personale di gestione;
tra gli elementi utilizzati nella gestione delle attività durante la veglia.
Quindi il primo passo può essere sorprendentemente semplice:
accorgersi del comportamento.
Non per colpevolizzarsi.
Non per controllarsi ogni secondo.
Ma perché è difficile modificare qualcosa che non sappiamo di fare.
Bruxismo e stress: serve un bite?
Non automaticamente.
Un bite non è uno strumento per “curare lo stress”.
E la presenza di serramento durante periodi stressanti non determina da sola l’indicazione a un dispositivo.
Inoltre, nel bruxismo del sonno le placche occlusali possono avere obiettivi specifici, ma non eliminano automaticamente il bruxismo. Le Raccomandazioni cliniche lo specificano chiaramente.
Perciò il ragionamento:
sono stressato → stringo → mi serve un bite
è troppo rapido.
Nel prossimo articolo approfondiremo proprio quando un bite può essere utile e perché non rappresenta sempre la soluzione.
Quando approfondire bruxismo e stress?
Può essere utile richiedere una valutazione quando:
- il serramento è molto frequente;
- compare dolore mandibolare;
- la muscolatura è spesso affaticata;
- noti cambiamenti dentali;
- i sintomi persistono anche nei periodi meno stressanti;
- sospetti attività durante il sonno;
- non riesci a capire se il problema sia soprattutto comportamentale, muscolare o articolare;
- stai pensando di utilizzare autonomamente un bite.
Lo scopo non è dimostrare che “la causa è lo stress”.
È capire quali elementi siano realmente presenti nel tuo caso.
Cosa valuta lo gnatologo nel rapporto tra bruxismo e stress?
La valutazione non consiste nel chiedere semplicemente:
“Sei stressato?”
Il tipo di bruxismo
Si cerca di distinguere ciò che avviene durante la veglia da ciò che potrebbe avvenire durante il sonno.
Serramento e digrignamento
Sono comportamenti differenti e vanno descritti con precisione.
I contesti in cui compare il serramento
Concentrazione, lavoro, momenti emotivi e altre situazioni della giornata.
I sintomi
Dolore, tensione, affaticamento e loro andamento.
Muscoli e articolazioni
Per capire se esistono altri elementi del sistema masticatorio da considerare.
Denti
Per osservare eventuali segni clinicamente rilevanti.
La finalità non è trovare una spiegazione unica.
È costruire un quadro coerente.
Bruxismo e stress: cosa ricordare
Stress e bruxismo possono essere associati, ma non sono sinonimi.
Nel bruxismo della veglia lo stress e alcuni stati psicologici negativi possono rappresentare fattori di esacerbazione o mantenimento in determinate persone.
Ma:
- non tutti quelli che sono stressati hanno bruxismo;
- non tutto il bruxismo dipende dallo stress;
- il bruxismo del sonno è distinto da quello della veglia;
- dolore e bruxismo non coincidono necessariamente.
La domanda quindi non dovrebbe essere:
“Sono stressato, quindi sono bruxista?”
ma:
“Quando sono sotto pressione, cosa fa realmente la mia mandibola?”
Domande frequenti su bruxismo e stress
Lo stress causa il bruxismo?
Può essere un fattore associato e contribuire all’esacerbazione o al mantenimento di alcune attività, soprattutto durante la veglia, ma non rappresenta una causa universale.
Stringere i denti quando sono stressato è bruxismo?
Il serramento può rientrare nelle manifestazioni del bruxismo della veglia, soprattutto se è un comportamento ripetitivo della muscolatura masticatoria.
Se sono meno stressato smetterò di stringere i denti?
Non necessariamente. Se esiste una relazione con particolari situazioni, il comportamento può ridursi, ma non è possibile prevederlo automaticamente.
Il bruxismo notturno dipende dallo stress?
Possono esistere associazioni in alcuni soggetti, ma il bruxismo del sonno è una manifestazione distinta e non dovrebbe essere spiegata semplicemente come conseguenza dello stress.
Lo stress può provocare dolore alla mandibola?
Può contribuire a modificare il tono o l’attività muscolare in alcuni pazienti, ma il dolore mandibolare può avere origini differenti e non dovrebbe essere attribuito automaticamente allo stress.
Se stringo quando sono stressato mi serve un bite?
Non automaticamente. Prima bisogna chiarire il tipo di comportamento, gli eventuali sintomi e l’obiettivo di un possibile trattamento.
Osserva la relazione, senza trasformarla in una diagnosi
Se ti accorgi di serrare i denti soprattutto nei periodi stressanti, prova a osservare il comportamento per qualche giorno.
Nota quando compare, cosa stavi facendo, quanto dura e se è accompagnato da tensione o dolore.
Il Diario dei sintomi mandibolari – 7 giorni può aiutarti a confrontare attività mandibolare, sintomi e diversi momenti della giornata.
La tua mandibola non è un problema da interpretare da solo.