Dott. Piergiorgio Martena

Denti consumati e bruxismo: significa che digrigni i denti?

Tempo di lettura: 6 min

Denti più corti, bordi appiattiti o superfici consumate possono far pensare al bruxismo, ma l’usura dentale può avere origini diverse e va interpretata nel suo insieme.

Ti guardi allo specchio e ti sembra che alcuni denti siano diventati più corti.

Oppure noti che i bordi degli incisivi non sono più regolari come una volta.

Magari è stato il dentista a dirti:

“Qui c’è dell’usura.”

La prima associazione che viene in mente è spesso:

“Allora digrigno i denti.”

È possibile.

Ma non è l’unica spiegazione.

I denti consumati possono essere associati al bruxismo, soprattutto quando esiste digrignamento, ma l’usura dentale può avere origini diverse.

E soprattutto:

vedere un dente consumato non ci dice automaticamente se stai ancora digrignando oggi.

L’usura racconta una storia.

Bisogna capire quando e perché si è prodotta.

Denti consumati e bruxismo: cosa puoi vedere allo specchio?

L’usura dentale non appare sempre nello stesso modo.

Potresti notare:

  • denti anteriori apparentemente più corti;
  • bordi degli incisivi appiattiti;
  • superfici più lisce;
  • piccole scheggiature;
  • cuspidi dei denti posteriori meno pronunciate;
  • differenze tra un lato e l’altro;
  • zone del dente più sottili.

A volte il cambiamento è evidente.

Altre volte procede lentamente e il paziente non se ne accorge per anni.

Denti consumati e bruxismo: perché pensiamo subito al digrignamento?

Perché durante il digrignamento i denti possono scorrere gli uni contro gli altri.

Nel tempo questo contatto può contribuire all’usura delle superfici dentali.

Per questo l’usura viene spesso considerata uno dei possibili segni da valutare quando si sospetta bruxismo.

Ma bisogna fare una distinzione importante.

Denti consumati non significa necessariamente bruxismo attivo

Il dente che vediamo oggi mostra il risultato di ciò che è successo nel tempo.

Un’usura può essersi formata:

  • negli ultimi mesi;
  • anni fa;
  • progressivamente durante molti anni.

Quindi osservare denti consumati oggi non permette da solo di dire:

“Questa persona sta sicuramente digrignando ogni notte.”

Denti consumati e bruxismo: serramento e digrignamento sono la stessa cosa?

No.

Entrambi possono rientrare nelle manifestazioni del bruxismo, ma sono comportamenti differenti.

Nel serramento i denti possono essere mantenuti stretti con poca o nessuna componente di scorrimento.

Nel digrignamento è presente invece un movimento tra le superfici dentali.

Per questo l’usura visibile è intuitivamente più facile da associare al digrignamento.

Ma anche qui non possiamo ricostruire automaticamente il comportamento attuale soltanto guardando i denti.

Denti consumati davanti: può essere bruxismo?

Molte persone notano soprattutto i denti anteriori.

Gli incisivi possono apparire:

  • più corti;
  • appiattiti;
  • irregolari;
  • scheggiati.

La domanda diventa:

“Li ho consumati digrignando?”

Può essere una possibilità.

Ma prima bisogna considerare anche altri meccanismi di usura.

Denti consumati dietro: cosa puoi notare?

Sui denti posteriori l’usura può essere meno evidente al paziente.

Può interessare:

  • cuspidi;
  • superfici masticatorie;
  • restauri;
  • ricostruzioni.

A volte il dentista nota aree consumate durante una visita di controllo prima ancora che il paziente percepisca un problema.

Denti consumati e sensibilità dentale

Quando una parte della struttura dentale viene persa, alcune persone possono avvertire maggiore sensibilità.

Per esempio a:

  • freddo;
  • caldo;
  • cibi acidi;
  • contatto.

Ma la sensibilità non è obbligatoria.

Puoi avere denti consumati senza avvertire alcun dolore.

Denti consumati e denti che sembrano più corti

Uno dei segnali che preoccupa maggiormente è il cambiamento dell’aspetto del sorriso.

Potresti pensare:

“I miei denti si stanno accorciando.”

Se il cambiamento è reale, è importante capire:

  • quanto è esteso;
  • quali denti interessa;
  • se sta progredendo;
  • quale meccanismo lo sta producendo.

Non basta semplicemente etichettarlo come bruxismo.

Denti consumati e piccole fratture

In alcune persone possono comparire:

  • scheggiature;
  • piccole fratture;
  • restauri che si danneggiano ripetutamente.

Anche questi elementi possono far pensare a carichi importanti sui denti.

Ma una frattura può dipendere da diversi fattori.

Bisogna considerare anche:

  • struttura del dente;
  • restauri presenti;
  • carico;
  • trauma;
  • modalità con cui i denti entrano in contatto.

Denti consumati e bruxismo senza dolore

Puoi avere bruxismo senza dolore.

Questo è un punto importante.

Una persona può presentare segni dentali senza avere:

  • dolore mandibolare;
  • mal di testa;
  • muscoli dolenti;
  • problemi all’ATM.

Quindi l’assenza di dolore non esclude automaticamente un’attività bruxistica.

Ma allo stesso modo l’usura non basta per confermarla.

Denti consumati e bruxismo con mandibola stanca

Il sospetto può diventare più interessante quando ai denti consumati si associano altri segnali.

Per esempio:

  • mandibola affaticata al risveglio;
  • masseteri dolenti;
  • tempie tese;
  • serramento durante il giorno;
  • rumori notturni riferiti dal partner.

In questo caso non stiamo più osservando soltanto l’usura.

Stiamo raccogliendo diversi elementi dello stesso quadro.

Denti consumati e bruxismo al mattino

Se al risveglio senti:

  • mandibola stanca;
  • denti indolenziti;
  • tempie tese;
  • muscoli masticatori dolenti;

può essere utile approfondire la possibilità di attività durante il sonno.

Ma anche questa combinazione non permette un’autodiagnosi certa.

La domanda rimane:

quali segni sono presenti e quanto sono coerenti tra loro?

Denti consumati e rumore durante la notte

A volte il primo a notare il problema non è il paziente.

È chi dorme accanto a lui.

Può riferire:

“Di notte ti sento digrignare.”

Questa informazione è particolarmente utile perché descrive direttamente un comportamento osservato.

Se è associata anche a usura dentale, il quadro diventa più significativo.

Ma il bruxismo del sonno può anche non produrre rumori facilmente percepibili.

Denti consumati e serramento durante il giorno

Puoi invece accorgerti di stringere mentre sei sveglio.

Per esempio durante:

  • lavoro;
  • guida;
  • studio;
  • concentrazione;
  • momenti di tensione.

Questo comportamento è importante da riconoscere.

Ma il serramento non produce necessariamente lo stesso tipo di usura del digrignamento.

Per questo non dobbiamo spiegare ogni superficie consumata semplicemente con:

“Stringo i denti.”

Denti consumati e bruxismo: l’usura può avere altre cause?

Sì.

Questo è probabilmente il concetto più importante dell’articolo.

L’usura dentale non è sinonimo di bruxismo.

I denti possono perdere struttura attraverso meccanismi differenti.

Per esempio possono contribuire:

  • contatto e sfregamento tra denti;
  • sostanze acide;
  • alcune abitudini;
  • fattori meccanici;
  • combinazioni di più elementi.

In molti pazienti non esiste necessariamente una sola causa.

Denti consumati e acidi

Gli acidi possono contribuire alla perdita di struttura dentale.

Possono provenire dall’alimentazione oppure, in determinate condizioni, dall’ambiente gastrico.

Questo tipo di usura può avere caratteristiche differenti rispetto a quella determinata soprattutto dal contatto dentale.

Per questo osservare denti consumati non equivale automaticamente a vedere il risultato del digrignamento.

Denti consumati e alimentazione

Alcune abitudini alimentari possono avere un ruolo soprattutto quando i denti vengono esposti frequentemente a sostanze acide.

Non significa che bisogna eliminare autonomamente determinati alimenti.

Significa che l’alimentazione può essere uno degli aspetti da ricostruire quando si cerca di capire perché l’usura stia progredendo.

Denti consumati e reflusso

Anche l’esposizione dei denti agli acidi provenienti dallo stomaco può essere rilevante in alcuni pazienti.

Se esistono sintomi compatibili con reflusso o altri disturbi gastrointestinali, è utile riferirlo.

Non tutto ciò che consuma un dente nasce quindi dal contatto tra i denti.

Denti consumati e spazzolamento

Anche alcuni fattori meccanici possono contribuire all’usura di determinate zone.

Questo è un ulteriore motivo per cui il pattern dell’usura deve essere valutato nel suo insieme.

La domanda non è soltanto:

“Quanto è consumato il dente?”

ma:

“Come si è consumato?”

Denti consumati e bruxismo: come capire se l’usura sta aumentando?

Questo è spesso più importante della fotografia attuale.

Se abbiamo la possibilità di confrontare nel tempo:

  • fotografie;
  • scansioni;
  • modelli;
  • visite precedenti;

possiamo capire meglio se l’usura sia stabile oppure in evoluzione.

Una vecchia usura stabile racconta una storia diversa da una perdita di struttura che continua a progredire.

Denti consumati: posso accorgermi da solo se stanno peggiorando?

A volte sì, ma non sempre.

Potresti notare:

  • bordi che cambiano;
  • nuovi piccoli frammenti;
  • maggiore sensibilità;
  • cambiamenti estetici.

Ma l’usura procede spesso lentamente.

Controllarla continuamente allo specchio non è particolarmente utile.

È più importante documentarla nel tempo durante le visite.

Denti consumati e bruxismo: conta l’età?

I denti vengono utilizzati per tutta la vita.

Una certa quantità di cambiamento delle superfici dentali può accumularsi nel tempo.

Per questo l’usura deve essere interpretata considerando:

  • età;
  • velocità con cui sembra progredire;
  • entità;
  • distribuzione;
  • eventuali sintomi associati.

Non tutti i denti consumati rappresentano automaticamente una condizione patologica.

Denti consumati e dolore alla mandibola

Se insieme all’usura è presente dolore mandibolare, è facile costruire una spiegazione:

“Digrigno, quindi ho consumato i denti e per questo mi fa male la mandibola.”

Potrebbe esserci una relazione.

Ma non possiamo considerarla certa soltanto perché i fenomeni sono presenti contemporaneamente.

Dolore e usura devono essere valutati separatamente e poi messi in relazione.

Denti consumati e dolore alle tempie

Lo stesso vale per:

  • dolore temporale;
  • cefalea;
  • tensione dei muscoli masticatori.

Sono informazioni utili.

Non sono prove automatiche che il digrignamento sia la causa unica del problema.

Denti consumati e click mandibolare

Puoi avere contemporaneamente usura dentale e click dell’ATM.

Ma il click non è necessariamente provocato dall’usura e l’usura non dimostra che il rumore articolare dipenda dal bruxismo.

Due segni possono coesistere senza avere necessariamente un rapporto diretto.

Denti consumati e bruxismo: cosa non possiamo capire guardando soltanto i denti?

Dall’usura dentale non possiamo stabilire automaticamente:

  • se il bruxismo sia attivo oggi;
  • se avvenga durante il sonno;
  • se avvenga durante la veglia;
  • se prevalga serramento o digrignamento;
  • se il bruxismo provochi dolore;
  • se serva un bite;
  • se l’usura abbia una sola causa.

I denti forniscono informazioni preziose.

Ma rappresentano solo una parte del quadro.

Denti consumati e bruxismo: quali altri segnali osservare?

Se hai notato usura dentale, prova a chiederti se sono presenti anche:

  • rumori di digrignamento riferiti durante la notte;
  • serramento durante la giornata;
  • mandibola stanca al mattino;
  • masseteri dolenti;
  • tempie tese;
  • sensibilità dentale;
  • restauri che si rompono frequentemente;
  • dolore durante la masticazione.

Non devi interpretare ogni segnale.

L’obiettivo è capire se l’usura sia un elemento isolato oppure faccia parte di un quadro più ampio.

Denti consumati e bruxismo: cosa osservare durante la giornata?

Durante la veglia puoi fare una cosa molto semplice.

Ogni tanto chiediti:

“In questo momento sto tenendo i denti stretti?”

Non serve controllarsi continuamente.

Ma scoprire di serrare frequentemente mentre lavori, guidi o ti concentri è un’informazione utile.

Questo ci parla del comportamento attuale molto più direttamente di una vecchia faccetta di usura.

Denti consumati e bruxismo: cosa osservare durante la notte?

Durante il sonno ovviamente non puoi osservarti.

Puoi però raccogliere informazioni indirette.

Per esempio:

  • qualcuno sente rumori?
  • ti svegli con i muscoli stanchi?
  • la mandibola è rigida?
  • i sintomi sono soprattutto mattutini?

Questi elementi possono contribuire alla valutazione.

Quando approfondire denti consumati e bruxismo?

Può essere utile approfondire quando:

  • l’usura appare importante;
  • sembra aumentare;
  • i denti stanno cambiando forma;
  • compaiono fratture;
  • aumenta la sensibilità;
  • sono presenti sintomi mandibolari;
  • qualcuno riferisce digrignamento durante la notte;
  • ti accorgi di serrare frequentemente;
  • devi effettuare restauri o riabilitazioni importanti.

Capire il comportamento presente può essere particolarmente importante prima di proteggere o ricostruire denti già molto usurati.

Denti consumati e bruxismo: cosa valuta lo gnatologo?

La valutazione non si limita a guardare se i denti siano consumati.

Denti consumati e bruxismo: pattern dell’usura

Si osserva dove è presente l’usura e come sono distribuite le aree interessate.

Denti consumati e bruxismo: storia del problema

È utile capire da quanto tempo il cambiamento sia noto e se stia progredendo.

Denti consumati e bruxismo: serramento e digrignamento

Si raccolgono informazioni sui comportamenti durante veglia e sonno.

Denti consumati e bruxismo: muscoli

Si valuta se siano presenti dolore o affaticamento dei muscoli masticatori.

Denti consumati e bruxismo: ATM

Si considerano eventuali dolore, rumori e limitazioni.

Denti consumati e bruxismo: altre cause di usura

È importante non fermarsi al bruxismo se il pattern suggerisce anche altri meccanismi.

Denti consumati e bruxismo: serve un bite?

Non automaticamente.

Se esiste un’attività parafunzionale e bisogna proteggere i denti, un dispositivo può avere un obiettivo preciso.

Ma il ragionamento:

“Ho denti consumati → ho bruxismo → devo mettere un bite”

salta troppi passaggi.

Prima bisogna capire:

  • se l’usura è attiva;
  • perché sta avvenendo;
  • cosa deve essere protetto;
  • quale comportamento è presente.

Denti consumati e bite: ricostruisce ciò che è stato perso?

No.

Il bite non ricostruisce la struttura dentale già consumata.

Può avere, in determinati casi, una funzione protettiva.

L’eventuale ricostruzione dei denti è invece un problema diverso e deve essere programmata in funzione della situazione clinica.

Denti consumati e bruxismo: cosa ricordare

Se hai denti consumati, non significa automaticamente che tu stia digrignando oggi.

L’usura può essere associata al bruxismo.

Ma può anche derivare da altri meccanismi o dalla combinazione di più fattori.

Soprattutto:

l’usura racconta quello che è successo al dente nel tempo.

Per capire cosa stia succedendo oggi bisogna osservare anche:

  • serramento;
  • digrignamento;
  • sintomi muscolari;
  • andamento dell’usura;
  • altri fattori dentali.

Domande frequenti su denti consumati e bruxismo

I denti consumati significano che ho bruxismo?

Non necessariamente. Il bruxismo può contribuire all’usura, ma esistono anche altri meccanismi di perdita della struttura dentale.

Se i denti sono consumati significa che digrigno di notte?

No. L’usura da sola non permette di stabilire quando sia avvenuta né se il bruxismo del sonno sia attivo.

Il serramento consuma i denti?

Il serramento produce soprattutto carico, mentre il digrignamento comprende anche lo scorrimento delle superfici. Le conseguenze possono quindi essere differenti.

Posso avere bruxismo senza denti consumati?

Sì. L’assenza di evidente usura non esclude automaticamente il bruxismo.

Posso avere denti consumati senza bruxismo?

Sì. L’usura dentale può avere cause differenti e spesso può essere multifattoriale.

Denti consumati e dolore alla mandibola sono necessariamente collegati?

No. Possono coesistere, ma bisogna valutare separatamente l’origine del dolore e quella dell’usura.

Se ho denti consumati mi serve un bite?

Non necessariamente. Il dispositivo deve avere un obiettivo clinico specifico e viene valutato in base al quadro complessivo.

Se hai notato che i tuoi denti stanno cambiando, la domanda non è solo “digrigno?”

Prova invece a chiederti:

“Da quanto tempo sono così?”

“Stanno peggiorando?”

“Qualcuno mi sente digrignare?”

“Stringo i denti durante il giorno?”

“Mi sveglio con mandibola o tempie affaticate?”

Queste informazioni aiutano a distinguere un vecchio segno da un comportamento che potrebbe essere ancora presente.

La tua mandibola non è un problema da interpretare da solo.

Articolo a cura del Dott. Piergiorgio Martena

Odontoiatra · Ortodontista · Gnatologo

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