Dott. Piergiorgio Martena

ATM: cos’è l’articolazione temporo-mandibolare, spiegata semplicemente

Tempo di lettura: 7 minuti

L’ATM permette alla mandibola di aprirsi, chiudersi e muoversi durante le normali funzioni quotidiane: conoscerla aiuta a capire meglio dolore, click, blocchi e altri sintomi mandibolari.

Hai mai sentito parlare di ATM?

Probabilmente sì, soprattutto se hai cercato informazioni online dopo aver avvertito:

  • dolore vicino all’orecchio;
  • un click quando apri la bocca;
  • difficoltà a muovere la mandibola;
  • episodi di blocco;
  • sensazione di mandibola rigida.

Il problema è che online l’espressione “problema all’ATM” viene spesso utilizzata in modo molto generico.

In realtà ATM non è il nome di una malattia.

È semplicemente l’abbreviazione di articolazione temporo-mandibolare, cioè l’articolazione che collega la mandibola al cranio.

E, più precisamente, ne abbiamo due: una a destra e una a sinistra.

Capire come funzionano aiuta anche a comprendere perché un click, un dolore o una limitazione del movimento non possano essere interpretati correttamente osservando un solo elemento.

ATM: cosa significa?

ATM significa:

Articolazione Temporo-Mandibolare.

Il nome deriva dalle due strutture ossee che mette in relazione:

  • l’osso temporale del cranio;
  • la mandibola.

L’articolazione si trova nella zona immediatamente davanti all’orecchio.

Puoi individuarla facilmente appoggiando delicatamente un dito davanti all’orecchio e aprendo e chiudendo la bocca: sentirai il movimento della mandibola.

Questo però non significa che sia utile premere continuamente la zona o cercare da soli eventuali anomalie.

Serve soltanto a capire dove si trova l’ATM.

Articolazione temporo-mandibolare: perché è così importante?

Le articolazioni temporo-mandibolari partecipano praticamente a ogni movimento della mandibola.

Entrano in gioco quando:

  • apriamo e chiudiamo la bocca;
  • mastichiamo;
  • parliamo;
  • sbadigliamo;
  • muoviamo la mandibola lateralmente;
  • portiamo la mandibola in avanti.

Ma l’ATM non funziona da sola.

Fa parte di un sistema nel quale lavorano insieme:

articolazioni, muscoli masticatori, denti, sistema neuromuscolare e mandibola.

Le Raccomandazioni cliniche del Ministero della Salute descrivono infatti la gnatologia proprio come lo studio dei rapporti tra denti, occlusione, articolazioni temporo-mandibolari e relativi correlati neuromuscolari. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Per questo parlare di mandibola significa parlare di un sistema, non soltanto di un’articolazione.

Dove si trova l’ATM?

Ogni ATM si trova davanti all’orecchio.

La parte superiore della mandibola termina con una struttura chiamata condilo mandibolare.

Il condilo entra in rapporto con una zona dell’osso temporale del cranio chiamata fossa mandibolare.

Tra queste strutture è presente un elemento fondamentale:

il disco articolare.

Possiamo quindi immaginare, in maniera molto semplificata:

cranio → disco articolare → condilo mandibolare.

Ma il funzionamento reale è dinamico: queste strutture cambiano continuamente relazione durante i movimenti della bocca.

ATM e condilo mandibolare: che cos’è?

Il condilo è la parte superiore della mandibola che partecipa all’articolazione.

Non rimane fermo quando apriamo la bocca.

Durante i normali movimenti mandibolari può:

  • ruotare;
  • spostarsi in avanti;
  • spostarsi verso il basso;
  • partecipare ai movimenti laterali.

Ed è proprio questa combinazione di movimenti a rendere l’ATM particolarmente interessante.

La mandibola non funziona semplicemente come una porta che ruota su una cerniera.

Disco articolare dell’ATM: a cosa serve?

Tra il condilo e l’osso temporale si trova il disco articolare.

È una struttura fondamentale per il movimento dell’articolazione.

Il disco partecipa ai rapporti tra il condilo e le superfici articolari mentre la mandibola si muove.

Okeson descrive il disco come parte integrante del complesso condilo-discale e sottolinea il suo ruolo nei due principali tipi di movimento che avvengono nell’ATM. Management of Temporomandibular…

È importante però evitare un errore frequente:

sentire un click non permette automaticamente di sapere come sia posizionato il disco.

Il rapporto tra disco, condilo e sintomi deve essere valutato nel contesto clinico.

Come funziona l’ATM quando apriamo la bocca?

L’apertura della bocca sembra un movimento semplice.

In realtà deriva dalla combinazione di almeno due componenti principali:

rotazione e traslazione.

Rotazione dell’ATM

Nella prima parte dell’apertura, il condilo compie un movimento prevalentemente rotatorio.

È il movimento che più assomiglia a quello di una cerniera.

Traslazione dell’ATM

Continuando ad aprire la bocca, il complesso formato da condilo e disco si sposta progressivamente in avanti lungo le superfici articolari.

Questo movimento viene chiamato traslazione.

Durante la maggior parte dei normali movimenti mandibolari rotazione e traslazione si combinano tra loro. Management of Temporomandibular…

Quindi aprire la bocca non significa semplicemente “abbassare la mandibola”.

È un movimento articolare molto più complesso.

ATM destra e sinistra lavorano insieme

Abbiamo due articolazioni temporo-mandibolari:

  • una a destra;
  • una a sinistra.

Ma abbiamo una sola mandibola.

Questo significa che le due articolazioni devono coordinarsi durante i movimenti.

Quando apriamo la bocca, entrambe partecipano al movimento.

Quando spostiamo la mandibola lateralmente, invece, le due articolazioni non compiono necessariamente esattamente lo stesso movimento.

È uno dei motivi per cui la funzione mandibolare deve essere valutata osservando l’intero movimento e non soltanto un singolo punto.

ATM e muscoli masticatori: chi muove la mandibola?

L’articolazione non si muove da sola.

Sono i muscoli masticatori a produrre e controllare i movimenti della mandibola.

Tra i principali troviamo:

  • massetere;
  • temporale;
  • pterigoideo mediale;
  • pterigoideo laterale.

Questi muscoli partecipano in modi differenti ai movimenti di apertura, chiusura, protrusione e lateralità.

Per questo un paziente che dice:

“Ho male all’ATM”

potrebbe effettivamente avere un sintomo articolare.

Ma potrebbe anche percepire dolore proveniente dalla muscolatura della stessa regione.

Il punto dove viene percepito il dolore non identifica sempre automaticamente la sua sorgente.

ATM e denti: che rapporto c’è?

Anche i denti fanno parte del sistema.

Quando chiudiamo la bocca, i contatti dentali contribuiscono a determinare la posizione finale della mandibola.

Ma da questo non deriva che:

ogni disturbo dell’ATM dipenda dall’occlusione.

Questa è una semplificazione che abbiamo già incontrato negli altri articoli.

L’occlusione viene valutata insieme a:

  • articolazioni;
  • muscoli;
  • movimenti;
  • sintomi;
  • abitudini;
  • storia clinica.

Non deve essere trasformata automaticamente nella causa di ogni problema mandibolare.

ATM e gnatologia: qual è il rapporto?

La gnatologia si occupa dello studio delle relazioni funzionali e disfunzionali del sistema stomatognatico.

Questo comprende anche i rapporti tra:

denti, occlusione, ATM e sistema neuromuscolare. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Per questo una valutazione gnatologica non consiste semplicemente nel “guardare l’articolazione”.

Il sistema deve essere analizzato nel suo insieme.

Problemi all’ATM: quali sintomi possono comparire?

Quando una persona parla genericamente di problemi all’ATM, può riferirsi a sintomi molto differenti.

Tra quelli che possono comparire nei disturbi temporo-mandibolari troviamo:

  • dolore;
  • rumori articolari;
  • click;
  • crepitio;
  • movimenti mandibolari alterati;
  • limitazione dell’apertura;
  • episodi di blocco.

Le Raccomandazioni cliniche indicano proprio dolore, alterazione o limitazione dei movimenti e rumori articolari tra i segni e sintomi più frequenti dei disturbi temporo-mandibolari. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Ma è importante aggiungere subito una precisazione:

un singolo sintomo non permette automaticamente di diagnosticare un disturbo dell’ATM.

Dolore ATM: dove viene percepito?

Un dolore articolare può essere percepito nella zona davanti all’orecchio.

Può essere notato durante:

  • apertura;
  • chiusura;
  • masticazione;
  • movimenti ampi della mandibola.

Ma avere dolore vicino all’orecchio non significa automaticamente che l’ATM ne sia la causa.

Esistono altre strutture nella stessa regione e il dolore orofacciale richiede spesso una corretta diagnosi differenziale.

Per questo è preferibile dire:

“Sento dolore vicino all’ATM”

piuttosto che concludere immediatamente:

“La mia ATM è infiammata.”

La seconda frase contiene già una diagnosi che il solo sintomo non può dimostrare.

Click ATM: significa che il disco è fuori posto?

Non possiamo stabilirlo dal solo rumore.

In alcuni disturbi articolari un cambiamento nel rapporto tra condilo e disco può produrre un click durante il movimento.

Ma esistono anche altri fenomeni in grado di produrre rumori articolari.

Per questo:

click → disco fuori posto

non è un’equazione diagnostica valida in ogni situazione.

Il click deve essere valutato osservando:

  • quando compare;
  • se compare in apertura o chiusura;
  • se è ripetibile;
  • se provoca dolore;
  • se esistono blocchi;
  • se l’apertura è normale.

Ne abbiamo parlato più approfonditamente negli articoli dedicati al click alla mandibola e alla mandibola che scrocchia.

ATM che scrocchia: ogni rumore è patologico?

No.

I rumori articolari possono essere presenti anche senza dolore o limitazioni importanti.

È quindi possibile avere un click stabile nel tempo senza che questo comporti automaticamente la necessità di un trattamento.

Ciò che diventa particolarmente importante è l’associazione con:

  • dolore;
  • blocchi;
  • cambiamenti dell’apertura;
  • difficoltà funzionali;
  • cambiamenti recenti del rumore.

Il rumore è un segnale.

Non è automaticamente una malattia.

Blocco dell’ATM: cosa significa?

Le persone utilizzano la parola “blocco” per descrivere situazioni differenti.

Qualcuno intende:

“Non riesco ad aprire bene.”

Altri:

“La mandibola si incastra e poi si sblocca.”

Altri ancora possono avere difficoltà a richiudere la bocca dopo un’apertura molto ampia.

Questi quadri non sono necessariamente la stessa cosa.

Anche Okeson distingue, per esempio, condizioni nelle quali la mandibola rimane bloccata in apertura da situazioni caratterizzate da limitazioni del movimento associate ad altri meccanismi articolari. Management of Temporomandibular…

Per questo dire semplicemente:

“La mandibola si blocca”

è il punto di partenza.

Bisogna poi capire come si blocca.

ATM e difficoltà ad aprire la bocca

Una limitazione dell’apertura è una delle informazioni considerate durante una valutazione gnatologica.

Può manifestarsi come:

  • apertura ridotta;
  • dolore superata una determinata apertura;
  • deviazione della mandibola;
  • sensazione di ostacolo;
  • blocchi intermittenti.

L’esame clinico osserva il tragitto di apertura e chiusura e misura la capacità di movimento della mandibola.

Questo permette di trasformare una sensazione come:

“Mi sembra di aprire meno”

in un dato clinico più preciso.

ATM e sublussazione: quando la mandibola sembra “uscire”

Alcune persone raccontano:

“Quando apro tanto sembra che la mandibola esca.”

Esistono situazioni di sublussazione o ipermobilità nelle quali, durante una grande apertura, il movimento articolare presenta un improvviso salto in avanti.

Okeson sottolinea che la sublussazione può essere legata alle caratteristiche anatomiche dell’articolazione e non rappresenta necessariamente, di per sé, una condizione patologica. Management of Temporomandibular…

È però diversa dalla vera lussazione nella quale la mandibola può rimanere bloccata in posizione aperta.

Ancora una volta, parole apparentemente simili possono descrivere situazioni differenti.

Disturbi temporo-mandibolari e ATM sono la stessa cosa?

No.

Questa distinzione è importante.

ATM indica l’articolazione.

Disturbo temporo-mandibolare, invece, indica un insieme di condizioni cliniche che possono interessare:

  • articolazioni temporo-mandibolari;
  • muscoli masticatori;
  • strutture correlate.

Le Raccomandazioni del Ministero definiscono infatti i disturbi temporo-mandibolari come condizioni dolorose e/o disfunzionali che possono interessare sia le ATM sia la muscolatura masticatoria e le strutture ad esse correlate. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Quindi:

avere un disturbo temporo-mandibolare non significa necessariamente avere soltanto un problema articolare.

ATM e bruxismo: sono la stessa cosa?

No.

Il bruxismo riguarda attività della muscolatura masticatoria che possono comprendere serramento e digrignamento.

L’ATM è invece l’articolazione.

Una persona può:

  • avere bruxismo senza sintomi articolari;
  • avere un disturbo articolare senza bruxismo;
  • presentare entrambe le condizioni.

La contemporanea presenza di due fenomeni non significa automaticamente che uno sia la causa dell’altro.

ATM e stress: lo stress può causare problemi all’articolazione?

Dire semplicemente:

“L’ATM dipende dallo stress”

sarebbe scorretto.

I disturbi temporo-mandibolari vengono considerati secondo un modello biopsicosociale, quindi fattori psicologici e psicosociali possono contribuire al quadro di alcuni pazienti.

Ma non esiste una spiegazione unica valida per tutti.

Lo stress può essere un elemento.

Non è una diagnosi dell’ATM.

Come si valuta l’ATM durante una visita gnatologica?

La valutazione parte dalla storia del problema e dall’esame clinico.

Storia dei sintomi

Si cerca di capire:

  • quando sono comparsi;
  • come sono cambiati;
  • cosa li peggiora;
  • cosa li allevia.

Apertura e chiusura della mandibola

Si osserva il tragitto del movimento.

Ampiezza dei movimenti

Si misura quanto la mandibola riesce ad aprirsi e a muoversi lateralmente.

Rumori dell’ATM

Vengono valutati click, crepitii e altri rumori durante il movimento.

Dolore

Si considera dove compare e quali movimenti lo provocano.

Muscoli masticatori

Perché dolore articolare e dolore muscolare devono essere distinti per quanto possibile.

Denti e occlusione

Vengono inseriti nell’analisi complessiva del sistema.

Le Raccomandazioni cliniche indicano anamnesi ed esame obiettivo come elementi fondamentali e sottolineano l’importanza dell’osservazione dei movimenti, della misurazione della mobilità, della rilevazione dei rumori e della valutazione della muscolatura. C_17_pubblicazioni_2637_allegat…

Problemi all’ATM: serve sempre una risonanza magnetica?

No.

Conoscere l’esistenza del disco articolare porta spesso alla domanda:

“Devo fare una risonanza per vedere il disco?”

Non automaticamente.

Gli esami strumentali devono essere utilizzati quando possono aggiungere informazioni clinicamente utili.

L’anamnesi e l’esame clinico vengono prima.

Se successivamente esiste un sospetto specifico, può essere indicato un approfondimento mirato.

La semplice presenza di un click, per esempio, non significa automaticamente che serva una risonanza.

Problemi all’ATM: serve sempre un bite?

Nemmeno.

Un altro automatismo frequente è:

ATM → bite.

Ma un bite è uno strumento terapeutico che può avere indicazioni e obiettivi differenti.

Non rappresenta una terapia universale per:

  • click;
  • dolore;
  • blocchi;
  • bruxismo;
  • qualunque sintomo mandibolare.

Prima bisogna capire quale disturbo sia presente e quale sia l’obiettivo del trattamento.

La soluzione viene dopo la diagnosi, non prima.

Cosa non possiamo capire dal solo sintomo dell’ATM?

Dal solo fatto di avere:

  • un click;
  • dolore vicino all’orecchio;
  • uno scrocchio;
  • rigidità;
  • difficoltà ad aprire;

non possiamo sapere automaticamente:

  • quale struttura sia coinvolta;
  • se il problema sia articolare o muscolare;
  • se il disco sia alterato;
  • se serva una risonanza;
  • se serva un bite;
  • se dipenda dal bruxismo;
  • se dipenda dall’occlusione.

Questo è uno dei concetti più importanti dell’intero percorso del blog:

il sintomo è il punto di partenza, non la diagnosi.

ATM: cosa osservare se hai un sintomo mandibolare?

Se avverti qualcosa nella zona dell’articolazione temporo-mandibolare, può essere utile osservare:

  • dove senti il sintomo;
  • da quanto tempo è presente;
  • se c’è dolore;
  • se senti click o altri rumori;
  • se la mandibola si blocca;
  • se l’apertura è cambiata;
  • se mastichi normalmente;
  • se il problema interessa uno o entrambi i lati;
  • se è comparso dopo un trauma;
  • se sta cambiando nel tempo.

Queste informazioni non servono per formulare una diagnosi da soli.

Servono per raccontare meglio il problema.

Quando approfondire un problema all’ATM?

Può essere utile richiedere una valutazione quando:

  • il dolore persiste o ritorna;
  • l’apertura si riduce;
  • compaiono blocchi;
  • masticare diventa difficile o doloroso;
  • un rumore si associa a dolore;
  • il movimento cambia;
  • i sintomi compaiono dopo un trauma;
  • non riesci a capire se il fastidio provenga dall’articolazione, dai muscoli o da altre strutture.

Non significa automaticamente che ci sia un problema grave.

Significa che il sintomo merita di essere interpretato nel suo contesto.

ATM: cosa ricordare

L’ATM è l’articolazione temporo-mandibolare, non il nome di una malattia.

Abbiamo due ATM che lavorano insieme per permettere alla mandibola di muoversi.

Il loro funzionamento coinvolge:

condilo, disco articolare, superfici ossee, legamenti e muscoli.

Durante l’apertura della bocca si combinano movimenti di rotazione e traslazione. Management of Temporomandibular…

Click, dolore, blocchi e difficoltà nei movimenti possono riguardare l’articolazione, ma nessuno di questi sintomi consente da solo di formulare una diagnosi.

Capire come funziona l’ATM serve soprattutto a comprendere una cosa:

la mandibola è un sistema complesso e un singolo segnale non racconta tutta la storia.

Domande frequenti sull’ATM

Cosa significa ATM?

ATM significa articolazione temporo-mandibolare, l’articolazione che mette in relazione la mandibola con l’osso temporale del cranio.

Quante ATM abbiamo?

Due: una a destra e una a sinistra. Entrambe partecipano ai movimenti della stessa mandibola.

Dove si trova l’ATM?

Si trova immediatamente davanti all’orecchio, nel punto in cui il condilo mandibolare entra in rapporto con l’osso temporale.

Che cos’è il disco dell’ATM?

È una struttura articolare situata tra il condilo e le superfici articolari del cranio e partecipa ai normali movimenti dell’articolazione.

Se l’ATM fa click significa che è danneggiata?

Non necessariamente. I rumori articolari possono essere presenti anche senza dolore o limitazioni importanti. Devono essere interpretati insieme agli altri elementi del quadro.

Dolore davanti all’orecchio significa problema all’ATM?

Non necessariamente. L’ATM si trova in quella zona, ma il dolore orofacciale può avere origini diverse. La localizzazione del sintomo non identifica automaticamente la sorgente.

Un problema all’ATM richiede sempre un bite?

No. L’indicazione a un bite dipende dal tipo di problema e dall’obiettivo terapeutico. Non rappresenta una soluzione automatica per qualsiasi sintomo dell’ATM.

Serve sempre una risonanza dell’ATM?

No. Gli eventuali esami strumentali vengono scelti sulla base di anamnesi ed esame clinico e del sospetto diagnostico.

Conoscere l’ATM aiuta a capire meglio la propria mandibola

Sapere dove si trova l’articolazione temporo-mandibolare e come funziona permette di interpretare con maggiore consapevolezza termini come click, blocco, dolore e rumore articolare.

Ma conoscere l’anatomia non significa potersi fare una diagnosi da soli.

Scarica la Guida ai segnali della mandibola per imparare a osservare dolore, rumori, tensione, serramento e movimenti in maniera più ordinata.

La tua mandibola non è un problema da interpretare da solo.

Articolo a cura del Dott. Piergiorgio Martena

Odontoiatra · Ortodontista · Gnatologo

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