Ti capita di accorgerti che la mandibola è contratta anche quando non stai mangiando?
Magari senti i muscoli del viso affaticati, hai la sensazione di dover rilassare volontariamente la bocca oppure ti sorprendi con i denti stretti mentre lavori, guidi o sei concentrato.
È facile pensare subito:
“Sarà bruxismo.”
Oppure:
“È soltanto stress.”
In realtà, la sensazione di avere la mandibola tesa non identifica da sola una causa precisa.
Può essere utile osservare come utilizzi la mandibola durante la giornata, se sono presenti attività come il serramento e se la tensione compare in momenti particolari.
Ma per capire cosa stia realmente succedendo bisogna inserire queste informazioni in un quadro più ampio.
Cosa significa avere la mandibola tesa?
“Mandibola tesa” non è una diagnosi.
È il modo con cui molte persone descrivono sensazioni come:
- rigidità;
- affaticamento;
- pressione;
- muscoli del viso contratti;
- necessità di rilassare volontariamente la bocca;
- fastidio dopo aver masticato;
- sensazione di non riuscire a tenere la mandibola davvero a riposo.
In alcuni casi può esserci dolore. In altri prevale invece la sensazione di tensione.
I muscoli masticatori lavorano normalmente quando mangiamo, parliamo e deglutiamo.
Esistono però anche attività che non sono necessarie alla normale funzione, come il serramento o il digrignamento dei denti, che possono aumentare l’attività della muscolatura mandibolare.
In breve
Sentire la mandibola tesa può essere compatibile con un aumento dell’attività dei muscoli masticatori, ma questa sensazione da sola non permette di stabilirne la causa.
Puoi stringere i denti senza accorgertene?
Sì.
Il serramento durante la veglia può essere un’attività poco consapevole.
Alcune persone si accorgono di mantenere i denti a contatto soprattutto mentre lavorano al computer, guidano, studiano, sono molto concentrate oppure affrontano attività impegnative.
Ma accorgersi di serrare non significa automaticamente aver trovato la spiegazione di tutti i propri sintomi.
Il serramento è un’informazione da inserire nel quadro, non una diagnosi.
Perché una contrazione prolungata può diventare fastidiosa?
Un muscolo è fatto per contrarsi, ma anche per alternare attività e riposo.
Nel sistema masticatorio, una contrazione protratta può essere associata ad affaticamento e, in alcuni casi, a dolore.
Quando i muscoli restano attivi più del necessario, possono comparire sensazioni di stanchezza, rigidità o indolenzimento.
Nell’inquadramento dei disturbi muscolari vengono però considerati diversi possibili elementi, tra cui uso eccessivo o inconsueto della muscolatura, attività parafunzionali, traumi, dolore proveniente da altre strutture e, in alcuni pazienti, periodi di maggiore stress emotivo.
Non esiste quindi una spiegazione identica per tutti.
Mandibola tesa significa bruxismo?
Non necessariamente.
Il termine bruxismo viene utilizzato per descrivere attività della muscolatura mandibolare che possono manifestarsi durante il sonno oppure durante la veglia.
Serramento e digrignamento, inoltre, non sono semplicemente sinonimi.
Una persona può accorgersi di tenere i denti stretti durante la giornata, ma questo non permette di concludere automaticamente che ogni tensione mandibolare derivi dal bruxismo.
La tensione può essere un elemento da approfondire, ma non è sufficiente da sola per formulare una diagnosi.
E lo stress?
Lo stress può entrare nel quadro di alcuni pazienti.
Ma dire:
“Hai la mandibola tesa perché sei stressato”
è troppo semplice.
Lo stress emotivo può essere associato a modificazioni dell’attività muscolare e può avere un ruolo in alcune condizioni del sistema masticatorio.
Questo non significa che sia necessariamente la causa del problema.
È più corretto considerarlo come uno dei possibili fattori, quando pertinente.
Quindi:
“È tutto stress” non è una diagnosi.
I denti devono stare sempre a contatto?
No, non è necessario mantenere i denti continuamente serrati quando non stai utilizzando la mandibola per funzioni come la masticazione o la deglutizione.
Può essere utile accorgersi se, durante la giornata, i denti rimangono spesso a contatto senza che ce ne sia bisogno.
Questo non significa però dover trascorrere tutta la giornata controllando ossessivamente la propria bocca.
L’obiettivo è semplicemente diventare più consapevoli di alcuni comportamenti ripetitivi che normalmente passano inosservati.
È il principio che possiamo chiamare Jawareness:
consapevolezza della mandibola, non autodiagnosi.
Quali altre abitudini possono aumentare il lavoro della mandibola?
Il serramento non è l’unica attività che può aumentare il lavoro dei muscoli mandibolari.
Tra le abitudini che possono contribuire a un uso ripetitivo della muscolatura ci sono, per esempio:
- masticare frequentemente chewing gum;
- mordere penne o matite;
- mangiarsi le unghie;
- mantenere volontariamente la mandibola in determinate posizioni;
- serrare o digrignare i denti durante il giorno.
Questo non significa che una di queste abitudini provochi necessariamente un disturbo.
Ma se esiste già un sintomo, conoscerle può aiutare a ricostruire meglio come viene utilizzata la mandibola nel corso della giornata.
La mandibola può essere tesa anche senza serramento?
Sì.
La tensione muscolare non deve essere attribuita automaticamente al serramento.
La muscolatura può modificare la propria attività anche in risposta a dolore o a cambiamenti provenienti da altre strutture.
In alcuni casi può comparire una risposta protettiva del sistema muscolare, che tende a modificare o limitare il movimento in presenza di dolore o di una situazione percepita come potenzialmente dolorosa.
È un altro motivo per evitare la sequenza:
mandibola tesa → serramento → bruxismo.
Non sempre è così semplice.
Cosa puoi iniziare a osservare?
Senza cercare di diagnosticarti qualcosa, prova semplicemente ad accorgerti di quando compare la tensione.
Per esempio:
- la senti soprattutto al risveglio o durante il giorno?
- aumenta quando sei molto concentrato?
- ti sorprendi spesso con i denti stretti?
- riguarda uno o entrambi i lati?
- c’è anche dolore?
- masticare peggiora il fastidio?
- l’apertura della bocca è normale?
- senti click o altri rumori?
- il sintomo compare e scompare oppure è quasi continuo?
Queste domande non servono a decidere cosa hai.
Servono a descrivere il problema con maggiore precisione.
Quando può essere utile approfondire?
Non ogni sensazione occasionale di tensione richiede una visita.
Può però essere utile approfondire quando il disturbo:
- compare frequentemente;
- dura da tempo;
- aumenta;
- diventa doloroso;
- interferisce con la masticazione;
- si associa a difficoltà nell’apertura;
- si accompagna a blocchi o altri cambiamenti della funzione mandibolare.
Può essere utile anche quando da settimane o mesi continui a chiederti se il problema dipenda dallo stress, dal bruxismo, dai denti o dall’articolazione senza riuscire realmente a capirlo.
Cosa può valutare lo gnatologo?
Nel caso di una tensione mandibolare persistente, la valutazione non serve soltanto a rispondere:
“Stringi oppure no?”
Vengono messi insieme diversi elementi:
- la storia del sintomo;
- la presenza di eventuali abitudini di serramento o digrignamento;
- i movimenti di apertura, chiusura e lateralità;
- le articolazioni temporo-mandibolari;
- la muscolatura masticatoria;
- la situazione dentale e occlusale.
Lo scopo non è trovare per forza qualcosa che “non va”.
È capire cosa significa quel sintomo in quella determinata persona.
Un errore comune: controllare continuamente la mandibola
Quando una persona scopre che potrebbe serrare i denti può succedere una cosa curiosa.
Prima non pensava mai alla mandibola.
Poi inizia a controllarla continuamente:
“Sto stringendo?”
“Dove tengo la lingua?”
“I denti si stanno toccando?”
“La mandibola è abbastanza rilassata?”
La consapevolezza può essere utile.
L’ipercontrollo non è l’obiettivo.
Jawareness significa accorgersi delle proprie abitudini senza trasformare ogni sensazione in un segnale di malattia.
Osservare è diverso da diagnosticarsi.
In sintesi
Sentire la mandibola tesa non significa sapere perché lo sia.
In alcuni casi può esserci una maggiore attività dei muscoli masticatori oppure un’abitudine di serramento.
Anche lo stress può essere uno dei fattori presenti in alcuni pazienti, ma non deve diventare una spiegazione universale.
La domanda più utile non è quindi:
“Mandibola tesa significa bruxismo?”
ma:
“Quando compare questa tensione, quali altri elementi la accompagnano?”
Se il sintomo si ripete, persiste o si associa a dolore o difficoltà nei movimenti, può essere utile approfondirlo.
Domande frequenti
Perché sento la mandibola sempre contratta?
Le ragioni possono essere diverse. In alcuni casi può esserci un aumento dell’attività dei muscoli masticatori o un’abitudine di serramento, ma la sensazione da sola non permette di stabilirne la causa.
Tenere i denti serrati può affaticare la mandibola?
Sì, una contrazione protratta può essere associata ad affaticamento o dolore muscolare in alcuni pazienti.
Mandibola tesa e bruxismo sono la stessa cosa?
No. La mandibola tesa è una sensazione o un sintomo. Il bruxismo descrive specifiche attività della muscolatura mandibolare e non può essere diagnosticato soltanto dalla presenza di tensione.
Lo stress può far stringere i denti?
Può esserci un’associazione in alcuni casi, ma lo stress non rappresenta automaticamente la causa del serramento o della tensione mandibolare.
Serve un bite se ho sempre la mandibola tesa?
Non necessariamente. Una sensazione di tensione non costituisce da sola un’indicazione al bite. L’eventuale utilizzo di un apparecchio dipende dal quadro clinico.
Quante volte durante la giornata ti accorgi realmente di cosa sta facendo la tua mandibola?
Se la senti spesso tesa, il primo passo non è diagnosticarti il bruxismo, ma capire meglio quando compare il sintomo e cosa lo accompagna.
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